ADORATION [SubITA]

Titolo originale: Adoration
Paese di produzione: Francia
Anno: 2019
Durata: 98 min.
Genere: Drammatico, Thriller, Psicologico
Regia:

Il dodicenne Paul si innamora di Gloria, un’adolescente schizofrenica che è in cura nell’ in cui lavora sua madre. Paul decide allora di aiutare gloria a fuggire dopo aver commesso un crimine. Insieme, intraprenderanno un viaggio che rivelerà quanto pericolose siano la pazzia di Gloria e la devozione di Paul nei suoi confronti.

Reduce da un paio di commerciali alquanto trascurabili, il belga è rientrato finalmente nella sua comfort zone, riprendendo le redini di quel discorso che tanti anni fa lo aveva portato alla ribalta internazionale (“Calvaire” resta un titolo di punta della grande stagione horror franco-belga di inizio secolo). Un successo bissato più avanti con il malsano “Alléluia” (2014), un altro must incentrato su una serie di tematiche spesso ricorrenti tra le pellicole del regista: la solitudine, la ma soprattutto la dell’abbandono.

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Con “Adoration” si ritorna (presumibilmente) tra le Ardenne, dove un giovane piuttosto timido e impacciato di nome Paul vive con la madre, quest’ultima impiegata presso una clinica psichiatrica immersa nel verde. Un giorno, questo dodicenne solitario e alienato (lo vediamo persino parlare con gli uccelli), si infatua di una ragazzina di nome Gloria, una teenager ricoverata nella struttura per imprecisati motivi e spesso riportata dentro dagli infermieri (costretti più volte a fermarla dopo svariati tentativi di fuga). A Paul è vietato avvicinarsi a Gloria, ma gli eventi cambiano inesorabilmente quando la protagonista convince il giovane a scappare via con lei.
“Adoration” non è un film in cui le istituzioni devono mettersi sulle tracce della coppia di fuggitivi, tutt’altro: si concentra infatti sul rapporto controverso tra questi due ragazzini, le cui disavventure nei boschi si rivelano burrascose proprio per via della mentale che affligge Gloria (non a caso per lei è scelto lo stesso nome della protagonista di “Alléluia”). Un fil rouge non indifferente di ossessione/ che dall’universo degli viene riportato al suo embrionale, in quel mondo adolescenziale privo di punti di riferimento (il personaggio ingenuo e manipolabile di Paul, interpretato dal biondo Thomas Gioria, è caratterizzato in maniera impeccabile). Molto brava anche l’emergente Fantine Harduin nei panni della spiritata Gloria, un’ che abbiamo già conosciuto nel 2017 con “Happy End” di Michael Haneke.
Se è innegabile che ridimensiona quell’irruenza viscerale molto apprezzata nei suoi vecchi lavori, è altresì vero che il belga qui fa a una carica poetica dai contorni dilatati e morbosi, un romanticismo (fittizio) segnato indissolubilmente dalla più cieca (quella di Paul e Gloria è una fuga d’amore destinata a lasciare una scia di morte e distruzione). Peccato soltanto per un epilogo fin troppo affrettato e privo della giusta potenza evocativa, una chiusura del cerchio poco convincente che si esaurisce nella maniera più scontata possibile.

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“Adoration” è dunque un dramma psicologico meno prorompente rispetto alle opere più acclamate di Du Welz, ma non per questo possiamo considerarlo un film minore: l’obiettivo minimo è raggiunto e superato senza affanni e comunque fa piacere ritrovare questo bravo perfettamente a proprio agio nella sua idea di cinema, quella più contorta. Un’idea capace di esplorare a dovere gli orrori della mente umana.

cinemaestremo.wordpress.com

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By Anam

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