CATCH ME DADDY [SubITA]

Titolo originale: Catch me daddy
Nazionalità: UK
Anno: 2014
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 112 min.
Regia: Daniel Wolfe

Ci sono film che fanno innamorare, altri che fanno riflettere per giorni e altri che entrano nella tua e diventano dei punti di riferimento. Poi ci sono dei film che quando finiscono ti lasciano senza appigli, concedendoti solo la di sussurrare (o urlare a seconda dei caratteri) un semplice che . E’ il caso di Catch Me Daddy di Daniel Wolfe.

Wolfe è uno dei videomaker più fighi che ci siano in circolazione. Ha girato uno dei miei video preferiti degli ultimi anni (questo) e realizzato altre perle assolute come questa per Paolo Nutini. Sono tutti cortometraggi che sfiorano i 10 minuti e che fanno intuire la voglia matta del regista di andare oltre la durata breve del video per lanciarsi in qualcosa di più (insomma, guardate ancora qui, che c’è anche Jake Gyllenhaal). Quel qualcosa di più si chiama Catch Me Daddy ed è uscito nel 2014. Scritto assieme al fratello Matthew, il film è un concentrato di tutti i tratti distintivi dello stile di Wolfe: la provincia inglese marcia, violenta e sboccata (resa ancora più reale da presi per la strada, a parte Gary Lewis) diventa un mondo sospeso e al limite dell’etereo in mano al regista, supportato qui da un direttore della coi controcazzi come Robbie Ryan.

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La è quella di Laila, giovane inglese di origine indiana scappata di casa assieme al fidanzato white trash Aaron. Il padre padrone vuole che la ragazza torni a casa e manda una banda di brutti ceffi a cercarla. A Laila non resterà che scappare.

Succede tutto in un giorno e una  in Catch Me Daddy. Siamo nel nord dello Yorkshire, un posto terribile tra praterie ed edifici osceni, palcoscenico ideale per il film di Wolfe, che accenna solo il tema della d’ contrastata stile Romeo e Giulietta per concentrarsi su un discorso sociale, culturale e razziale che trova il suo sbocco naturale nel vicolo della . I contenuti sono forti e ti prendono allo stomaco, ma la di Catch Me Daddy è tutta nelle immagini, in quella sublime volgarità pop resa alla grande dall’occhio di Wolfe (che inserisce nel film parecchi richiami ai suoi precedenti video: dai rettili alle discoteche ai buzzurri sull’orlo di una di nervi). Senza dimenticare la musica: si va da Patti Smith a Nicki Minaj, passando per Tim Buckley e un pezzo stupendo di Jackson C. Frank.

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E poi c’è il finale. Uno dei finali più travolgenti e breathtaking degli ultimi anni

Recensione: glisbandati.com

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By Anam

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