COYOTE

Titolo originale: Coyote
Paese di produzione:
Anno: 2010
Durata: 24 min.
Genere: Drammatico
Regia: Joel Potrykus

 

Cosa farebbe un persona che sa di essere un mannaro, costretta a trasformarsi nelle notti di piena? Come impiegherebbe il suo tempo? Come farebbe a convivere con la propria condizione?

Coyote parla di questo. Coyote è un giovane maschio di razza bianca, snodato e claudicante come un homeless chapliano, brutto sporco e cattivo come un kids di Larry Clark, maledetto e grunge come un kurtcobain innamorato della prima Nouvelle Vague parigina.

Cortometraggio del 2010 diretto in 8mm da Joel Potrykus, interpretato da Joshua Burge, prodotto dalla di produzione indipendente Sob Noisse Movies, ovvero la medesima strada che due anni dopo realizzerà Ape, premio per il miglior regista esordiente della sezione Cineasti del presente e premio opera prima a Locarno 65.

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Coyote somiglia quasi ad un preparatorio del successivo film e segna soprattutto l’esordio davanti alla macchina da presa di Joshua Burge, una di quelle facce e di quei temperamenti che colpiscono per originalità.

«Per Coyote, io e Joel abbiamo fatto alcune ricerche sull’uso di droghe, attraverso letture, film e internet, perché eravamo scocciati dal modo in cui l’uso di viene mostrato al cinema. Volevamo riportare fedelmente l’abiezione. Il è stato: “Cosa farei se fossi un e non volessi esserlo?”. Come potrebbe una persona scendere a patti con una situazione del genere? Nelle notti di piena si legherebbe? Si suiciderebbe? Farebbe uso di droga come via di fuga? Alla fine abbiamo pensato che le costituissero un’opzione che molte persone sceglierebbero».  Joshua Burge
(Rapporto Confidenziale)

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