JUMBO [SubENG]

Titolo originale: Jumbo
Paese di produzione: Francia
Anno: 2020
Durata: 93 min.
Genere: Drammatico, Fantastico, Sentimentale
Regia:

Jeanne (Noémie Merlant) una giovane introversa, vive con l’esuberante madre (Emmanuelle Bercot) in una provincia immersa nella natura, e lavora di come custode di un divertimenti. Marc (Bastien Bouillon) il direttore del parco, la corteggia e le propone di partecipare al contest annuale di miglior dipendente. La ragazza però, è un outsider che ama trascorrere il a ricostruire i modelli delle attrazioni del per cui lavora, sogna di cambiare città e non sembra interessata alle relazioni umane. L’esistenza di Jeanne viene scossa quando una delle attrazioni del parco, che lei chiama Jumbo, inizia a prendere vita comunicando con lei attraverso vibrazioni metalliche e segnali luminosi. La ragazza sviluppa un sentimento amoroso e sessuale verso la macchina, che vive segretamente durante il suo turno di lavoro. Quest’ultimo prende il sopravvento sulla vita di Jeanne e porterà la ragazza a scoprire nuovi lati di sé stessa e delle persone che la circondano.

La belga rischia con un’opera prima delirante e metaforica. Un’opera molto originale ma incompiuta in cui brilla Noémie Merlant
“Oggetti inanimati, avete voi dunque un’ che s’attacca alla nostra e la costringe ad amare?”. Ripetuti come un mantra dalla protagonista di Jumbo [+], il primo lungometraggio di Zoé Wittock, questi versi di Lamartine estratti da “Harmonies poétiques” illustrano abbastanza bene il percorso audace tentato dalla giovane belga nel suo film svelato in prima mondiale nel concorso World Cinema Dramatic del 36° Festival di Sundance e che sarà proiettato nel programma Generation 14plus alla 70ma Berlinale. In effetti, è una rilettura totale della normalità e una trasposizione fantastica dei classici che raccontano il doloroso dell’amore giovanile, su sfondo irrazionale, che affronta questa opera rischiosa, sensibile ed energica incentrata su una giovane che si innamora follemente dell’attrazione di un divertimenti (del genere polpo, con braccia e navicelle): il Move It.

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Jeanne (Noémie Merlant) è una ragazza molto giovane e diversa dalle altre, che decora la sua stanza con ghirlande di luci colorate, si sente a disagio in società, ama chiudere gli occhi, aprirsi e lasciarsi prendere dalle sensazioni, ascoltare i suoni del mondo, cercare attraverso gli oggetti di “capire cose che non capiamo”, sognare un altrove (“un giorno volerò via”). Vive con una madre (Emmanuelle Bercot) complice e molto rock ‘n’ roll in una provincia immersa nella natura, e lavora da sola, di notte, come custode di un divertimenti diretto da Marc (Bastien Bouillon) che la corteggia garbatamente. Ma un vero terremoto si verifica nell’esistenza di Jeanne quando una delle attrazioni, che lei chiama Jumbo, prende segretamente vita e inizia a comunicare con lei con battiti di ciglia e vibrazioni. La giovane sviluppa una crescente amorosa (anche sessuale) per la macchina, e quando gli altri la scoprono, ovviamente si preoccupano molto…

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Intercettando il fenomeno realmente esistente dell’”oggettofilia”, entra in un campo che è naturalmente fuori dal comune (che può essere paragonato, in registri diversi, a Christine di John Carpenter o Crash di David Cronenberg ) e riesce – il che non è cosa da poco – ad abbracciare pienamente la radicalità del suo soggetto e a dargli corpo con grande splendore visivo, grazie anche a una notevole interpretazione di Noémie Merlant. Tuttavia, il film finisce per negare la realtà volendo a tutti i costi salvare un pizzico di lieto fine e schivare in modo ludico le vere conseguenze di un processo psicologico che riflette un dramma interiore profondo e terribile.

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By Anam

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