L’ANNEE DERNIERE A MARIENBAD [SubITA]

Titolo originale: L’année dernière à Marienbad
Paese di produzione: Francia, Italia
Anno: 1961
Durata: 94 min.
Genere: Drammatico, Thriller, Visionario
Regia: Alain Resnais

Quest’opera (il soggetto è di Alain Robbe-Grillet) ebbe un grande successo di critica in tutto il mondo. Condotto con un nuovo, affascinante, inquietante, il film è ambientato in una sontuosa villa dove fra gli invitati s’incontrano un e una donna. L’ sostiene di averla conosciuta l’anno prima, mentre per lei, lui è soltanto un estraneo mai visto. Chi dei due ha ragione? Questo non importa, conta invece il significato di ciò che sta nella falsità di un certo ambiente racchiuso e prigioniero di se stesso.

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In un boemo trasformato in albergo, regna un’atmosfera di silenzio. Gli ospiti vogliono riposare e, a parte qualche parola sussurrata, è vietato ogni rumore. Quando un ospite si infatua di una giovane donna, cerca di convincerla che l’anno prima a Marienbad hanno avuto una storia.

COMMENTO DEL REGISTA

Il film fu prodotto in un’atmosfera di grande entusiasmo. Ricordo la mattina in cui, a casa di Alain Robbe-Grillet, aspettavo che lui ritornasse dalla proiezione della prima versione. Il modo in cui aprì la porta, la prima cosa che mi disse. Fu assoluta. Non dimenticherò mai quel momento. Ciò che lui ci aveva messo era incredibilmente elaborato. Naturalmente, non avevo cambiato quello che mi piaceva, avevo cercato di cambiare solo quello che era impossibile realizzare sul piano finanziario, trovando una soluzione equivalente. Si potrebbe pensare che si tratti di una serie di sequenze scollegate. Henri Colpi (il montatore) e io lavorammo senza preoccuparci della continuità. Ci rendemmo conto che l’ordine del girato era molto rigoroso. Cosa che dimostra l’ del testo. Ho sempre detto di non essere stato molto utile al film […]. I tecnici e gli danno un così grande apporto alla creazione di un film. Comunque, la sceneggiatura era stata scritta dopo molte ore di discussione su cosa avremmo voluto vedere in un film e che non avevamo mai visto. Avevamo diverse possibilità, ovviamente. A volte abbiamo girato più volte variando intonazione e significato. Una cosa che ha dato i suoi risultati. I tre protagonisti, Delphine Seyrig, Giorgio Albertazzi e Sacha Pitoëff, si intendevano di Stanislavsky. Specialmente Delphine Seyrig, che aveva lavorato con Strasberg. Il processo non poteva aver luogo su uno sfondo neutrale. Ci lasciammo trasportare da nozioni di contrasto e dalla qualità musicale di alcune riprese a paragone di altre. Vi mettemmo dolore e sofferenza, a volte leggerezza e ironia, costruendo diversi approcci ipotetici.

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Alain Resnais, Trying to Understand my Own Film, in «Films and Filming», febbraio 1962.

labiennale.org

 

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By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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