MEMORIES [SubITA]

Titolo originale: Memorīzu
Nazionalità: Giappone
Anno: 1995
Genere: Animazione, Drammatico, Fantascienza, Grottesco
Durata: 110 min.
Regia: Koji Morimoto “Magnetic Rose”, “Stink Bomb”, Katsuhiro Ōtomo “Cannon Fodder”

“Memories” è un film composto da tre episodi ideato da Katsuhiro Otomo, sceneggiatore e regista di grandi film d’animazione giapponese come “Akira” e “Steamboy”. Otomo si è riservato la regia solamente dell’ultima parte del film, mentre invece i registi delle altre due sono rispettivamente Koji Morimoto (animatore di “Akira” e regista del segmento Beyond della raccolta Animatrix) e (animatore e regista di alcuni episodi della serie Neon genesis evangelion). Per quanto riguarda invece le sceneggiature, tutti e tre i segmenti sono scritti da Otomo, aiutato solo per il primo da Satoshi Kon (regista di “Perfect blue” e “Tokyo godfathers”). In Italia “Memories” è pubblicato e distribuito in dvd dalla Sony.

LA ROSA MAGNETICA di Koji Morimoto
La traduzione letterale del titolo originale di questo primo mediometraggio è I ricordi della signora e, pur essendo meno poetico rispetto al nome italiano scelto, spiega certo più direttamente di cosa parla il film. Siamo nello spazio, nel 2092, e i protagonisti sono i componenti dell’equipaggio di un’astronave addetta al raccoglimento dei rifiuti che durante il viaggio intercetta un segnale di emergenza. Due astronauti, Miguel e Heitz, escono per dare un’occhiata e rimangono di un mondo di ologrammi creato dai ricordi di una donna, Eva, ex-cantante lirica sposata al precocemente defunto Carlo.
Il primo episodio è ispirato ad un racconto dello stesso Otomo, Kanojo no omoide. Rispetto a questo però il film elimina ogni inserimento ironico per ricreare un’atmosfera raffinatissimamente riflessiva, incorniciata da una colonna sonora lirica di sublime livello. Dal primo all’ultimo secondo il lavoro di Morimoto è estremamente coinvolgente, con un grafica molto curata ed un riuscito intreccio di sci-fi orientale e occidentale (non a il cognome del Carlo di Eva è Rambaldi). Riportando alla mente il “Solaris” di Tarkovsky e il “2001: odissea nello spazio” di Kubrick, La rosa magnetica è poesia nella sua massima espressione, un film che rapisce con le sue atmosfere che ti lasciano a bocca aperta e col mystery di una storia struggente, perfettamente pensata, che intreccia visioni oniriche, ricordi e del passato.

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LA BOMBA PUZZOLENTE di
Il secondo episodio è quello più spensierato dei tre e anche lo stile grafico lo dimostra. I tratti sono meno ricercati e rispecchiano bene lo spirito tragicomico delle vicende di Nobuo Tanaka, dipendente di un’industria farmaceutica che a causa di un malinteso ingoia una pillola di un prodotto in sperimentazione. Il suo scatena una reazione chimica che provoca l’emissione di un misterioso gas maleodorante dalla pelle, portando così Nobuo a diventare contemporaneamente minaccia (perché il gas è letale) e salvezza (perché è lui l’unico sopravvissuto che può portare un campione del farmaco a Tokyo, così da poter trovare una soluzione).
Pur essendo un film valutabile con la sufficienza, il mediometraggio di Okamura è quello che colpisce meno dei tre di “Memories”. La storia coinvolge bene, lo stile non è male e il ritmo e l’ironia non mancano. In quanto ad interesse però rimane il fatto che La bomba puzzolente è inferiore agli altri due episodi, vuoi per la variazione di genere che colpisce meno chi guarda o vuoi per l’eccelsa qualità cinematografica dei segmenti di Morimoto e Otomo che non gli fanno reggere il confronto.

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CARNE DA CANNONE di Katsuhiro Otomo
Il terzo ed ultimo episodio è anche quello più breve. Se infatti gli altri due durano circa 40-45 minuti, questo di Otomo è sui 20-25. In questa ventina di minuti il mangaka originario di Miyagi non inserisce nessuna sostanziosa narrazione, ma si limita a mostrare una futuristica distopica dove ogni edificio ha un cannone sul tetto e dove tutti gli abitanti – uomini, donne e persino – lavorano unicamente per la , producendo munizioni, facendo manutenzione sulle armi e consentendo ai cannoni di fare fuoco.
Sebbene quindi Carne da cannone non abbia una trama ricca, in “Memories” è quello che colpisce di più sia a livello grafico (singolare e affascinante lo stile! Notevole l’uso di pianisequenza da parte del regista!), sia a livello simbolico. Il film è infatti una feroce accusa di Otomo alla , la che cambia la vita di tutti, la che non ti lascia in né di giorno (colpi di cannone) né di (sirene di allarme), la che manipola e distrugge l’uomo sin dall’infanzia. Ma la contro chi? Un nemico lontanissimo? Dimenticato? ? Forse che non esiste? Insomma, come si può capire, la denuncia è molto forte e Otomo non manca di caratterizzare l’ambientazione di numerosi dettagli più o meno satirici e comunque sempre molto significativi (Orwell docet). Basti pensare ai vari riferimenti ai totalitarismi della Storia: non è certo un che l’alfabeto usato ricordi il cirillico dell’URSS di Stalin e che sui manifesti si ripetano quasi ossessivamente con s stilizzate e spesso raddoppiate (SS).

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Recensione: pellicolascaduta.it

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By Anam

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