MORGIANA [SubITA]

Titolo originale: Morgiana
Paese di produzione: Cecoslovacchia
Anno: 1972
Durata: 100 min.
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Regia: Juraj Herz

In un periodo di repressione attuata dal regime comunista agli inizi degli anni 70 in Cecoslovacchia, Juraj Herz, uno dei nomi di spicco della cosiddetta Nová vlna (onda nuova), scrive e dirige “Morgiana”, un ibrido affascinante fra drammatico e horror gotico, rimasto praticamente inedito da noi a causa della censura sovietica, tratto dall’omonimo romanzo di Alexander Grin e vagamente ispirato a “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe.

Siamo agli inizi del 900: Klára, alla del padre, eredita la maggior parte del suo patrimonio, la sua villa e le sue azioni; la sorella maggiore Viktoria invece riceve soltanto il Flauto Verde, ovvero la residenza di caccia, dove si trasferisce insieme a Morgiana, la sua gatta. Viktoria, fortemente invidiosa della sorella, che oltre ad essere più ricca e ammirata di lei viene continuamente corteggiata da numerosi spasimanti, decide di avvelenarla usando una sostanza che le procurerà una lenta e inesorabile senza lasciare alcuna traccia nell’organismo. Ma il senso di ed un ricatto inaspettato renderanno tutto meno semplice.

I gatti ormai detengono il primato fra gli impiegati nei film: sono sicuramente i preferiti dei cattivi grazie al loro comportamento enigmatico e diffidente, ma offrono anche asilo a spiriti malvagi, addirittura possono essere un tramite con l’aldilà e nel europeo sono additati come i compagni ideali delle streghe. Se poi il nome del gatto in questione è lo stesso del titolo della pellicola, va da sé che il ruolo svolto dal felino non è di marginale importanza. Dopo un breve preambolo sulla del padre e una sequenza di titoli pieni di quadri astratti a tema sessuale, ci vengono presentate le due sorelle da un punto di vista insospettabile e silenzioso: Morgiana entra nella stanza e sale sul tavolo della colazione per osservare la sua padrona, dominata da un rancore profondo e da una sessualità repressa, e Klára, delicata, allegra e apparentemente ben disposta e affettuosa-forse un po’ terrorizzata- nei confronti della sorella. Due personaggi diametralmente opposti ma che nel corso della storia vediamo scambiarsi, sia nelle di Klára che si vede riflessa nello specchio nei panni della sorella, sia in un momento di spensieratezza della tetra Viktoria che sorride lanciando in aria delle vesti candide. Questo avvicendarsi è possibile grazie all’attrice protagonista che interpreta entrambe le sorelle in maniera quasi perfetta e a una regia adeguata allo scopo, risultando uno dei punti di forza del film. Alle scene luminose e cariche di letizia sottolineate dai vestiti leggeri e pieni di merletti di Klára si susseguono momenti di autentico disagio dettato dalla presenza nera come i suoi abiti di Viktoria o dalla vertigine che ci procurano le turbinose giravolte fatte dalla cinepresa sull’imponente scogliera battuta dal vento all’esterno della residenza di caccia, luogo impervio e carico di simbolismo, primo fra tutti incarnazione della e della colpa.

Guarda anche  BLOOD TEA AND RED STRING

LadyVengeance – Horror Obsessed

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By Francesca R.

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