PSYCHOKINESIS [SubITA] 🇰🇷

Titolo originale: Yeom-lyeok
Nazionalità: Corea del Sud
Anno: 2018
Genere: Azione, Commedia, Fantastico
Durata: 101 min.
Regia: Yeon Sang-ho

Dopo aver acquisito soprannaturali, un padre s’impegna per aiutare la , con cui non ha più contatti da tempo, a non perdere tutto ciò per cui ha vissuto.

Il è un treno, il treno è , da sempre. Anche in Corea. Il viaggio distopico su rotaie di Bong Joon-ho (Snowpiercer) si è fermato al primo binario della stazione della streaming queen Netflix, per consegnare al capostazione marpione un prodotto per grandi e piccini come Okja, che comunque confermava, senza se e senza ma, la natura anticapitalistica del (grande) di Bong. Al binario due, con quasi un anno di fisiologico ritardo, è arrivato un altro treno, guidato da Yeon Sang-ho e proveniente da Busan. Un treno carico di morti viventi e vivi morenti, famiglie di fatto impegnate a combattere capitalisti (spietati e affamati di come tanti strigoi), chè l’istinto di sopravvivenza straccia in un attimo ogni contratto sociale – comunque precario – e il più infame avrebbe sempre la meglio se non fosse per lei: la cara, eterna, necessariamente coniugata al , lotta di classe. E allora Yeon ha viaggiato su binari paralleli a quelli di Bong, consegnando al solito capostazione un prodotto per grandi e piccini, addirittura un film di . Una origin story, nientemeno. Farcita di commedia e , risate ed effetti speciali. Non fate quelle facce inorridite, non siamo a Hollywood. Qui il supereroe non si sogna nemmeno di salvare il mondo o farsi cucire un costume, non è per niente affascinante e prende coscienza dei suoi – la telecinesi – con un processo realistico e spontaneo lontanissimo dai canoni Marvel e vicino semmai ai desideri di Massimo Troisi in Ricomincio da Tre. Psychokinesis.

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Il 20 gennaio del 2009 40 inquilini sfrattati – precedentemente assaliti e picchiati ripetutamente da una combriccola di guardie private e malavitosi pagati dalle imprese edilizie – salirono sul tetto di un edificio a Yongsan, nel centro di Seoul, per protestare contro l’elemosina concessa in cambio delle loro case e dei loro negozi, in vista della “riqualificazione” del quartiere. La antisommossa piombò sul posto prima dell’alba, e durante gli scontri divampò un incendio. Un raid disastroso: decine di feriti gravi, cinque sfrattati e un poliziotto morti, pesantissime conseguenze giuridiche per molti dei manifestanti. Un episodio emblematico, in grado di raccontare molto delle politiche liberiste e (anti)sociali dei governi sudcoreani, e della ovvia e conseguente brutalità della , necessario ed eterno braccio armato del potere. Lotta di classe, tanto per cambiare. Più a sinistra di Train to Busan, e degli anime Seoul Station, King of Pigs e The Fake, Psychokinesis è il film più politico di Yeon Sang-ho, con la rievocazione evidente del disastro di Yongsan che è il cuore pulsante dell’opera.

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Seok-heon lavora in banca, ma non è un cassiere o un dirigente. Non tocca i soldi, fa la guardia e il portiere. Lo vediamo affannarsi ad accogliere un pezzo grosso all’ingresso, inchinandosi fino a piegarsi in due. Lo vediamo anche, magra consolazione, imboscare decine di bustine di solubile. E’ un uomo comune vicino alla cinquantina, senza appeal o talenti particolari. Ha lasciato da anni moglie e , anche – o forse soltanto – perchè non guadagnava abbastanza per garantire alla sua famiglia una vita dignitosa. Ed è proprio lui il fortunato, il , l’eletto. Il supereroe coreano. Che sarà chiamato all’azione da quel che resta della sua famiglia, impegnata a resistere con ogni mezzo necessario allo strapotere delle imprese edilizie, dei loro scagnozzi e dei loro ricchissimi e spietati burattinai.

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Volano oggetti, , persone. Volano che è una bellezza. Si ride a crepapelle, ci si commuove, e si rabbrividisce alla vista e al dei manganelli sbattuti ritmicamente sugli scudi: il torna sempre a Genova 2001. Ci sarebbe voluto anche lì un supereroe.

Dopo un passaggio nelle sale cinematografiche coreane (addirittura in formato ScreenX!!) Psychokinesis arriverà in tutto il mondo grazie a Netflix. Niente per noi, quindi (sai che novità!), ancora una volta sarà il piccolo schermo a contenere, a stento, un grande film.

Recensione: dikotomiko.wordpress.com

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By Anam

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