THE DIRTIES [SubITA]

Titolo originale: The Dirties
Nazionalità: Canada
Anno: 2013
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 83 min.
Regia:

Amici da sempre, Matt e Owen sono due liceali che amano passare il libero girando film e parlando di . Purtroppo, sono vittime di bullismo per mano dei Dirties, una banda di compagni di classe che si diverte a umiliarli costantemente. Ben presto, i due ragazzi iniziano a fantasticare di possibili vendette.

 Presentato al 66° Festival del Film di Locarno nella sezione Concorso Cineasti del Presente, The Dirties è uno stranissimo, esilarante e sorprendente oggetto cinematografico. Nato dalla penna di , studente di a Toronto e creatore della series Nirvana the Band the Show, e di Evan Morgan (vale la pena fare un giro sul sito della Echo Pictures Pictures anche solo per le loro biografie), The Dirties ha vinto il Gran Premio della Giuria all’ultimo Slamdance Film Festival ed è pronto a conquistare il mondo con la distribuzione, nelle e in VOD, di e della Phase 4 Films.

Difficile stabilire dalle prime immagini quale sia la tonalità, il taglio, il punto di vista principale del film. Verrebbe da dire Stop being meta se solo fosse così facile. Perché The Dirties è una mise en abyme continua, un film girato da sulla realizzazione di un film, girato e interpretato da e dal compagno di classe Owen Williams, che cita altri film della del ma che, man mano si procede, scivola sempre più nella , in modo a volte impercettibile, senza nette cesure. Ma diversamente da un found footage movie classico, i protagonisti Matt e Owen hanno una consapevolezza oscillante del loro essere on screen, a volte interagiscono con la camera, altre si rimproverano di agire like you are in a movie, rivedono scene tagliate che non si sa a quale The Dirties appartengano e così via, in un gioco di specchi senza fine.

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Lo stesso Johnson ammette di aver aggiunto il disclaimer sulla crudezza delle immagini per gettare sin dall’inizio un velo di ambiguità sull’opera; e la conversazione al tra i due registi e il teenager che descrive con grande professionalità e consapevolezza il suo progetto horror in preparazione, completa l’introduzione degli elementi che saranno fondamentali nel corso del film: da una parte l’ipertrofia dell’immaginario cinematografico che moltiplica i piani dell’azione e rende sempre incerta la della visione, dall’altra la della violenza e la sua , al di là della citazione e del divertissement.

Perché The Dirties resta comunque un film sul bullismo, sulla dissociazione nata dalla frustrazione e dalla sofferenza. Ed è al contempo uno dei film più esilaranti mai visti al . Le sequenze della realizzazione del film, con che ricrea i rumori di fondo – abilità che sfrutterà anche per risolvere i problemi amorosi di Owen – o imita i personaggi cinematografici preferiti o rimonta parti di filmato a ricreare scene inedite all’insaputa degli interpreti, sono straordinarie. Così come la continua compenetrazione di filmico e metafilmico, di commedia e dramma, portata avanti in modo mai banale, complesso, mantenuto miracolosamente insieme e in equilibrio sino all’ultimo . Quando un drastico cut chiude il sipario su un confronto, quello tra reale e immaginario, tra e , che non può avere risposta.

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Recensione: cinemaerrante.com

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