THE WANTING MARE [SubITA]

Titolo originale: The Wanting Mare
Paese di produzione:
Anno: 2020
Durata: 89 min.
Genere: Drammatico, Fantascienza
Regia: Nicholas Ashe Bateman

Nel mondo di Anmaere, a nord della città di Whithren, selvaggi corrono attraverso le brughiere, fino alla costa. Questi sono il bene più prezioso della città e, di conseguenza, vengono cacciati, intrappolati, venduti e spediti oltre il mare una volta all’anno. Per quelli di Whithren, questo commercio crea possibilità redditizie ed eccitanti: la possibilità di fuggire dalla loro città in costante espansione per dirigersi verso il continente occidentale di Levithen, o semplicemente per ricominciare. Nel frattempo, in una piccola a nord della città, una giovane donna muore di parto. Le sue ultime sono un tentativo di raccontare a sua figlia la che avrà e la sua eredità di un sogno ricorrente che deve essere tenuto segreto, perché contiene i ricordi di un’altra epoca molto precedente alla nostra, quella in cui magia e mito erano vividi nel mondo. Quella figlia è Moira. Cresce sola a Whithren, senza che nessuno possa spiegarle il suo sogno, la sua peculiarità o quale sia il suo posto nel mondo. Di conseguenza, decide di lasciare Whithren a tutti i costi e si avvale per questo dell’aiuto di Lawrence, un giovane ferito impegnato nella rischiosa impresa di rubare i biglietti per salpare. Si innesca allora una serie di eventi che riecheggiano sugli ultimi trentacinque anni della loro , la di una bambina trovata urlante tra le rocce e attraverso i vicoli e le coste di Whithren; una città nascosta nella nebbia, che vuole sentire, e ricominciare.

THE WANTING MARE: uno spettacolo di fantascienza ricco di ruvida bellezza
Il debutto generazionale di Nicholas Ashe Bateman è tanto sconcertante quanto ammaliante

Una morente tiene in braccio il suo neonato, usando il suo ultimo respiro per avvertire suo di un sogno che farà ogni notte del “mondo che era prima”. In un taglio, il bambino è cresciuto fino a diventare Moira, vivendo in una isolana isolata dove i suoi abitanti condividono una motivazione quasi alveare di fuggire dalle sue coste. Un altro taglio e Moira è innamorata. Un altro: ha un tutto suo. E il sogno del mondo come era una volta viene tramandato.

I momenti fugaci illuminati dall’obiettivo di The Wanting Mare lampeggiano come attraverso un setaccio malickiano, illustrando magnificamente (anche se frustrante) i margini esterni di un mondo sontuoso e complesso su cui non sente il bisogno di elaborare. Invece, ciò che conta nel film d’esordio di Nicholas Ashe Bateman è quella spinta universale alla fuga – quella che, come il sogno sfuggente trasmesso da in figlia, rimane una costante esasperante tra i suoi diversi personaggi. Proprio come questi personaggi, il pubblico risponderà sicuramente a The Wanting Mare lungo un ampio spettro di confusione e devozione, a seconda di quanto volontariamente si arrendano alla sua narrazione avvincente ma opaca.

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Ambientato in un punto imprecisato nel futuro, The Wanting Mare segue gli abitanti della rovente città insulare di Whithren nel mondo oceanico di Anmaere, dove l’unico obiettivo è lasciare le sue coste. L’unico modo per uscire dall’isola è tramite una chiatta annuale che raccoglie un nuovo raccolto di selvaggi dell’isola per l’esportazione nel continente ghiacciato a sud. I biglietti scarseggiano e gli abitanti di Whithren sono disposti a lottare con le unghie e con i denti per mettere le mani sulla preziosa merce. In mezzo a tutto questo c’è una generazione di donne che tramandano un sogno del passato di discendente in discendente, benedette e maledette con la ereditaria del “mondo com’era prima”.

Ciò che è innegabile di The Wanting Mare è il livello delle ambizioni del suo creatore – e quanto spesso i suoi talenti li eguagliano e li superano. Il film è realizzato con un budget ridotto nei magazzini del New Jersey e gli AirBNB addobbati di schermi verdi, e finanziato attraverso il crowdfunding e concerti VFX freelance su altri film. Sullo schermo, però, non lo sapresti – mentre il film non presenta, diciamo, le creature gigantesche di qualcosa come Monsters di Gareth Evans, il cast di Bateman è quasi perfettamente trasposto in un mondo isolano onirico pieno di verve distopica. L’effetto a volte scivola nella valle misteriosa, con i bagliori delle lenti e un’estetica traballante che rattoppa alcuni dei bordi ruvidi più evidenti. Anche allora, l’impatto complessivo aumenta il senso di allontanamento che i personaggi di Wanting Mare hanno dal mondo che li circonda, uno in cui lottano per fare la differenza o sfuggono a un mondo che sembra rimanere statico intorno a loro, nonostante i loro migliori sforzi. Assumendo molti di questi lui stesso, oltre a un considerevole ruolo di recitazione nel primo terzo del film, The Wanting Mare è sia un notevole biglietto da visita di un lungometraggio di debutto per lo scrittore-regista Bateman, sia una testimonianza della tenacia scrapposa necessaria vedere attraverso una tale visione.

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Ma il più delle volte, la bellezza di The Wanting Mare è tanto distraente quanto disarmante. Le scene sono ricche di personaggi che parlano in sussurri vaghi e stoici tra modifiche ellittiche di abbracci illuminati dai lampioni, con poco spazio per scene più fondate. Proprio come lo strano mondo che esiste oltre la città insulare di Whithren, l’intera estensione di questi personaggi e le loro relazioni reciproche sono lasciate a una distanza allettante. In quanto tale, The Wanting Mare diventa un film che si desidera rivedere (come ho fatto per questa recensione), se non altro per chiarirne gli eventi tanto quanto decifrarne il significato. È un effetto volutamente opaco che è polarizzante quanto accattivante, ma alla fine si rivela gratificante per gli spettatori che amano Knight of Cups quanto Blade Runner.

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Anche così, ci sono molti momenti viscerali che sono davvero sorprendenti, anche senza il gioco di prestigio in CGI al lavoro. Il cast del film riesce a evocare tensione e pathos genuini dal materiale, in particolare le varie incarnazioni di Moira, interpretata rispettivamente da Jordan Monaghan e Christine Kellogg-Darrin. Le loro reazioni anche alla posta in gioco più sfuggente del film – principalmente intorno alla scarsità di biglietti che cambiano la che garantiscono il passaggio fuori dall’isola – diventano una Rosetta Stone emotiva per il film, consentendo al pubblico di connettersi e investire di più in The Wanting Mare ‘s mondo riccamente sviluppato quando le sue raggiungono i loro limiti comprensibili. Insieme al fatto che praticamente nulla è reale nel film tranne che per gli stessi, questa è un’impresa notevole di per sé.

A parte i suoi limiti più frustranti, The Wanting Mare è davvero un film d’esordio emozionante, ed è più che sufficiente per mettere Nicholas Ashe Bateman sul radar di qualsiasi cinefilo per il suo prossimo progetto. Se l’intenzione di esplorare ulteriormente gli oceani di Anmaere accennata nel materiale per la stampa è vera, spero che il ritorno di Bateman nel mondo di The Wanting Mare sia rapido e con un budget ancora più ampio per realizzare ulteriormente la sua visione. Dopo questo film, mi fido di lui per riempire quali aree vuote della mappa ci sono da esplorare, così come per giudicare ciò che dovrebbe rimanere a buon diritto un sogno febbrile non realizzato che dovremmo condividere tutti insieme.

ichi.pro

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