TORMENTERO [ESP]

 

Titolo originale: Tormentero
Nazionalità: Colombia
Anno: 2017
Genere: Drammatico, Fantastico, Thriller, Visionario
Durata: 80 min.
Regia: Rubén Imaz

 

Don Rome (Josè Carlos Ruiz) è un vecchio pescatore reietto che affronta i fantasmi del suo doloroso passato, costantemente sotto gli effetti dell’alcol, in una fatiscente. Fu lui a trovare un grande giacimento petrolifero che distrusse l’ecosistema naturale della sua isola.

Rubén Imaz viene dal montaggio e porta in sala un’opera complessa
Non è di facile lettura “Tormentero”, presentato nella Ufficiale della del Cinema di 2017. L’autore ha tra i suoi miti cinematografici Tarkovsky, di cui ha adorato il film “The Mirror”; in questa pellicola lo spettatore è catapultato in un questo fatto da un vecchio che sta morendo in completa solitudine.

Il regista del film messicano fa diventare il suo Don Rome una sorta di Prospero de “La tempesta” di Shakespeare, come lui esiliato dal suo popolo, con al suo servizio lo spirito magico Ariel; infatti, si chiama così colui che si dovrebbe occupare del pescatore perso dietro ai suoi fantasmi. Nella sua casa, inoltre, appaiono e scompaiono anche due donne, di cui una è sua figlia. Quello che viene fuori è un ibrido affascinante tra cinema e sperimentale non di facile per tutti.

Una storia di fantasmi con un dimensione spazio temporale alterata
Per apprezzare il film di Imaz occorre entrare in un’ottica scevra da ogni contesto narrativo tradizionale. Tutto quello che vediamo sullo schermo è in solo un allucinato di un povero vecchio alcolizzato morente che fa i conti con il suo passato.

“Tormentero” ha qualcosa di Lynchiano nella presentazione del doppelgänger di Don Rome e del suo servitore Ariel. Inoltre, nel plot ci sono tutti gli elementi della natura come il fuoco, il vento e l’acqua, di una cultura animista come quella incarnata dal regista di “Twin Peaks”. Il montatore messicano non vuole palesemente compiacere il suo pubblico, bensì coinvolgerlo nel suo personale omaggio a un vecchio sepolto realmente nel di Campeche. Sicuramente “Tormentero” non è facile, ma presenta, tuttavia, delle immagini di una bellezza sublime accompagnate da una colonna sonora che le impreziosisce ulteriormente. Illuminante la performance di Jose Carlos Ruiz, attore messicano che riesce a dare vita a un personaggio sì disturbante, ma anche dolente nel suo urlo silenzioso di dolore per madre natura distrutta dall’avidità di denaro dell’uomo.

Recensione: ecodelcinema.com

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By Anam

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