VISITOR OF A MUSEUM [SubITA]

Titolo originale: Posetitel muzeya
Nazionalità: Germania, Russia, Svizzera
Anno: 1989
Genere: Fantascienza, Visionario
Durata: 136 min.
Regia: Konstantin Lopushansky

Il film è un angoscioso incubo post-atomico ambientato in una urbana ridotta a un’enorme discarica radioattiva, irradiata qua e là da fuochi rossastri coi quali i pochi superstiti dell’umanità cercano di tener lontani dalle loro misere abitazioni i cosiddetti “degenerati”, essere sub- e deformi, probabilmente a causa delle radiazioni tossiche, che vivono e lavorano segregati in claustrofobiche invase da luci infernali.

Questi ultimi, come dei nuovi Cristiani all’epoca della caduta dell’Impero, sono dediti a uno strano culto in un tempio abbandonato (il “Museo” cui fa riferimento il titolo), culto che prevede un’unica consistente nell’urlare una sola frase: “lasciaci uscire da qui” (ovvero “lasciaci morire”), e basato su scritture in cui si parla dell’estraneità dell’uomo a sè stesso, della sua incapacità di essere padrone del proprio (“Dio si è nascosto e dappertutto regna l’, ogni cosa che l’uomo fa è ”), di una misteriosa collina sulla quale avrà luogo l’inizio di una nuova era, e soprattutto in cui si profetizza la venuta di un nuovo Messia inviato per farsi portavoce delle sofferenze dei supplici presso il Signore, allo scopo di esaudire la loro : “Egli si farà carico delle vostre suppliche presso la sede della giustizia… Ma egli non comprenderà il suo nè comprenderà il suo percorso. Egli dovrà essere sordo e cieco come tutti gli incrollabili alla fine dei tempi. Ma percepirà le ali del suo angelo, il nome del suo angelo è Dolore. Sia realizzata la poichè essa dice: un propiziatore giungerà nei giorni finali, la sua venuta gli scatenerà una grande . Non avrà null’altro se non questa. Non avrà il dono della , nè della guarigione, nè il dono della provvidenza, nè il dono delle lingue. Ma dovrà essere ascoltato per via delle preghiere dei disperati. Nel giorno decisivo intercederà per voi e sarà l’ultimo, non potrà esserci nessun altro. Amen”.

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“Posetitel muzeya” rimane un film di rara potenza visiva e visionaria, un’opera deviata, impossibile da catalogare all’interno di un genere; l’unica eredità ravvisabile è il cinema di Tarkovskij (oltre, in parte, ad un certo filone di fantascienza apocalittica che a quanto pare sta prendendo piede in Russia da alcuni anni a questa parte, ma di cui so poco o niente), di cui Lopushanskij ha sicuramente introiettato lo stile, la sensibilità visiva e le tematiche, ma che ha sviluppato in direzione di una visione del tutto personale e indipendente, sicuramente meno profonda e poetica, intellettualmente ed esteticamente più rozza, ma caratterizzata da un cosmico e un radicale, che in questo film toccano il loro punto più alto all’interno della filmografia del .

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Recensione: cineatrocita.blogspot.it

 

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By Anam

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